Wilco ERJ Legacy

Dopo la mia ultima recensione, quella del Wilco 772er, mi è stata fatta
la proposta di provare il business jet della Embraer,
il Legacy.
Sulle prime ero scettico, in quanto i vari bizjet
non sono proprio il mio pane, ma alla fine mi sono detto, “Perché no, visto che
anche quest’anno le vacanze estive reali le passo all’indirizzo segnato sulla
mia carta d’identità… prendo e me ne vado virtualmente
a St Marteen con un aereo
personale simulato…” Che tristezza, pensare che un tempo non passava estate che
non andassi in vacanza.
Ma bando alle ciance e ai pensieri deprimenti, mi appresto a plottare il piano di volo… o meglio i piani di volo, in quanto la
distanza tra i due aeroporti di TNCM e LIRA non possono essere coperti in un
solo salto con questo aereo concepito non tanto per l’autonomia, ma per
economia d’esercizio, e che comunque può coprire una rispettabilissima distanza
di 3200nm in un solo salto, il che consente un volo ininterrotto da New York a
Londra (ma, per via dei venti dominanti, non altrettanto facilmente il
contrario).
Prima parte del viaggio sarà da LIRN Napulevola
a GVAC, Capo Verde, a sud delle Canarie, per rifornimento e riposo. La seconda
parte del viaggio, da GVAC a Princess juliana Intl, TNCM.
Entro nel cockpit e con le istruzioni alla
mano non posso che notare con piacere che c’è una gustosa differenza
sostanziale rispetto all’altro payware
precedentemente recensito. Sebbene il mio senso di ragno mi dice che qualcosa
sia stato comunque facilitato, la differenza di gestione del cockpit c’è, ed è preponderante.
E infatti in questo aereo è simulato quasi
perfettamente ogni tipo di sistema, sia l’idraulico che l’elettrico che l’antighiaccio
(addirittura quest’ultimo, viste le limitazioni di FS9 in merito, è ampiamente
sovradimensionato, ma fa piacere sapere che alla Wilco non abbiano lesinato in
merito).
Molti tra i simulpiloti a
cui piace semplicemente usare gli aerei di default
o i più semplici tra gli add-on free
o anche pay potrebbero non capire, ma c’è una
soddisfazione profonda a far funzionare una macchina complessa (anche se
simulata) nel modo in cui deve essere fatta funzionare realmente, che può
essere superata solo dal pilotare la macchina vera nel mondo reale. E anche se
a me rimangono comunque poco affini i sistemi FMC, FMS e compagnia cantando,
non posso che apprezzarne la adeguata simulazione.
Prima di impegnarmi nei voli di prova ufficiali decido di fare un walkaround preliminare nel mio aeroporto virtuale di
sperimentazione aeronautica, LIBA (come ognuno di noi, nel mio simulatore
comando io e nessun altro, ovunque :-p ). Fin dai
primi passi del walkaround si nota la pressoché
perfetta riproduzione di questo aereo, fin nei più piccoli particolari, notare
dalle foto allegate che è stato reso in 3d perfino il lampeggiatore sulla
fusoliera.

La cabina, completa di assistente di volo virtuale animata, è dettagliatissima (sotto alcune angolazioni sembra davvero una foto reale) e sorprendentemente leggera sul FPS, anche al massimo del dettaglio.

L’unica cosa che non mi convince tantissimo, sebbene non catalogabile
sotto la voce “pecca”, è che, come si può vedere sotto ad aereo fermo sulla
pista a motori spenti, di fronte alla porta automaticamente viene
eretto un corridoio d’imbarco che rimane lì anche quando la scaletta è chiusa.
Sarebbe stato meglio a mio parere rendere l’attivazione del corridoio
dipendente dalla posizione della scaletta e non dallo stato dei motori.
Comunque, è una cosa minore e del tutto veniale.

Lo ribadisco e continuerò a sottolinearlo, l’aereo è leggerissimo e
solo di poco più pesante del cessna di default sul mio sistema. In più non c’è apprezzabile salto
di FPS tra i vari modelli selezionabili (pannello 2d e wingviews,
VC, VC con cabina e VC con cabina e asssitente di volo animata) e questo sul mio PC, che devo ricordarmi di
tanto in tanto di rifornire di carbone e acqua. Un lavoro di programmazione da
Standing Ovation.
Vabbè, bando alle ciance e cominciamo ad avviare la
macchina per prova motori a terra, e dalle istruzioni si nota che ancora
una volta è stato fatto l’occhiolino ai pigri. Sebbene la seguenza
di accensione dei motori fatta seguendo la checklist
sia realistica, c’è sempre la possibilità di avviare i motori con la vecchia
combinazione CTRL-E, previa accensione della APU.

L’unico programma esterno a FS per la gestione di questo aereo è un
programmino di setup che permette di settare i
particolari tecnici del cockpit, come la
visualizzazione degli strumenti e anche una comodissima opzione che permette di
scegliere se avere l’aereo all’apertura cold and dark, pronto per accensione motori oppure con i motori
gia accesi. La gestione dei pesi e quantità carburante si effettuano attraverso
i menu classici di FS. Degna di nota è nel programmino di setup
l’opzione di rendere automatico o meno il travaso, quando opportuno durante il
volo, del carburante dai vari serbatoi ausiliari ai serbatoi alari dai quali i
motori traggono direttamente il carburante per funzionare, travaso che
nell’aereo vero è invece compito dei piloti tenere a mente di fare.
Il momento che tutti attendevamo è arrivato, faccio le valige e mi reco
a Capodichino, eletto all’unanimità (1 voto. Il mio)
come aeroporto di partenza per questa escursione ai caraibi.
Comincio la preparazione del cockpit e noto
alcune particolarità di questa simulazione, come il Gust
Lock (è la prima volta che ne vedo uno
implementato nel simulatore) e l’assenza ufficiale di automanetta
(c’è però la possibilità di attivare una funzione cheat
che prevede l’uso di questo automatismo non prevista nell’aereo vero) come
tra l’altro succede nel Legacy vero. E sebbene questo
particolare sia apprezzabile, in quanto significa che si è preferito rimanere
quanto più fedeli all’aereo vero è possibile, non posso che domandarmi come
possa l’assenza di un sistema automatico di mantenimento di velocità
conciliarsi con la pubblicizzata capacità di autolanding
di questo aereo… non che questo particolare automatismo mi interessi più di
tanto. Per adattare un motto in voga negli anni 70 al mio pensiero in
proposito; l’aereo è mio e me lo atterro io.

La differenza tra “partenza cold and dark” e
“pronta per l’accensione motori” come da programmino
di setup è fondamentalmente solo
I mauali di questo aereo sono
particolareggiati al punto giusto, ma chiedono comunque una certa preesistente
familiarità con l’uso del FMC. Questa unità, come quelle reali su aerei di
questa grandezza, è meno complesso delle sue controparti montate su liner da centinaia di posti e alla fin della fiera trovo che (nonostante la mia ormai leggendaria reticenza ad
usare i vari FMC, FMS e compagnia cantando) sia piuttosto semplice da usare e
infatti riesco ad impostare il piano di volo con facilità, cosa che causa il
mio stesso sbalordimento. I casi sono due, o veramente questo tipo di FMC è più
semplice rispetto ai suoi simili assemblati nei liners
della Boeing/Airbus, o sono
io a cominciare ad abituarmi a questo tipo di servonavigazione.
Qui sotto uno screenshot con il FMC, manette
con Gust Lock in posizione
di sicurezza e pulsanti del thrust rating per la
gestione della potenza massima erogata dai motori nei vari momenti del volo.

Mi preparo al volo e… vengo ripetutamente
sabotato dal PC che rifiuta di far collegare AS6 ai server attraverso la
funzionalità ICS di Windows sulla mia rete casalinga. Sono così costretto a
rinviare la mia partenza virtuale per le mie vacanze simulate di 2 giorni per
cercare una soluzione. Trovato il modo per riavere il meteo reale, sono di
nuovo a Capodichino e pronto a partire.
Decollo così dalla Runway
24 del bellissimo LIRN degli amici di Napulevola
e comincio ad eseguire

Il viaggio, fatto senza assistenza della ATC di default
(non ho bisogno del loro cosiddetto “aiuto” in questa istanza), è perfetto.
Questo aereo è una bellezza da condurre a mano e sebbene non semplicissimo
nell’uso (l’assenza dell’autothrottle si fa sentire),
il suo pilota automatico è irreprensibile. Sembra comunque strano che
nell’aereo vero non sia stata implementata una qualsiasi forma di automanetta, e infatti a meno di
non usare il cheat implementato in questa simulazione
(e spiegato nelle istruzioni) la velocità va mantenuta facendo attenzione alla
manetta manuale. Essendo io uno di quelli che a queste cose è abituato
(essendomi fatto le ossa su un VC10 simulato, nel quale aereo la potenza era
gestita più o meno allo stesso modo), non mi risulta particolarmente scomodo, e
per coloro che potrebbero essere spiazzati da questa mancanza (che non è colpa però dei programmatori della Wilco, che si sono
attenuti alle specifiche dell’aereo vero) c’è sempre l’automanetta
ufficiosa.
Arrivo in perfetto orario (non che poi ne abbia uno da rispettare),
dopo circa 4 ore dal decollo, all’aeroporto GVAC Amilcar
Cabral, Capo verde, e decido che l’orario è troppo
tardo. Stasera mi fermo ad un modesto hotel (solo 5 appena accettabili stelle
con piscina campo da tennis e Jacuzzi, ma senza una
pista privata di atterraggio, che miseria) e riparto domani.


il mattino dopo, rinfrancato nel corpo e nello spirito e con di nuovo il
pieno e gli stessi pesi del giorno prima, riparto alla volta della mia
destinazione finale. L’assistente di volo si premura di farmi un vero
caffè all’italiana (che chi è stato all’estero sa quanto difficile sia da trovare ai vari bar), il minimo che
possa fare per me, visto il lauto stipendio virtuale
che le erogo ogni mese simulato.

Questo aereo è veramente una bellezza e piacevole da pilotare. Arrivo a
dire che se non fosse che è abbastanza impegnativo farlo volare bene, sarebbe
addirittura noioso, vista l’assenza di problemi.
Dopo altre 4 ore di volo (più o meno) sono in finale a TNCM, Princess Juliana Airport, St Marteen.

Parcheggio, spengo i motori e fermo l’aereo. Un bel viaggetto
fatto in due giorni. Ma ora scusatemi, la simulspiaggia
mi aspetta col suo virtualsole, artificialmare
e simulbagnanti in vario stato di simulnudità.

Considerazioni finali
L’aereo è pressoché perfetto, anche se non intuitivissimo da usare in quanto quasi tutti i sistemi di
bordo sono replicati abbastanza fedelmente e bisogna prestare attenzione
affinché tutto funzioni alla perfezione. Nell’uso al di sopra dell’Atlantico
non mi ha mostrato nessun aspetto negativo, compreso il consumo di carburante
che è quanto (più o meno) ci si aspetterebbe da un aereo di questo tipo con
l’autonomia massima dichiarata, ed e una goduria da pilotare a mano. E infine,
non mi stancherò mai di ripeterlo, è leggerissimo sul FPS.
Consigliatissimo a tutti coloro
che vogliano un bizjet ben fatto e simulato bene
e che abbiano la volontà, pazienza e costanza di imparare a pilotarlo a dovere.
Meno consigliato a coloro che volessero invece di voler saltare dentro e
spiccare il volo immediatamente, anche se mi permetterei di consigliare a
costoro di darci dentro un po di più come realismo
simulato e comprare comunque questo gioiellino.
Voto personale 9.50/10

Recensione
Scritta e Curata da ashaman e Roberto